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Vaccinazioni: cari genitori vi stanno davvero spaventando

Dati alla mano per commentare un recente articolo di Serravalle, su richiesta di voi genitori

Scritto da Dott. Raffaele Troiano - Pediatra il

Alcuni genitori ci scrivono mail chiedendoci un parere circa l'ennesimo articolo seminatore di dubbi sulle vaccinazioni scritto questa volta dal dottor Serravalle. L'articolo in questione s'intitola "Cari genitori vi stanno spaventando" con riferimento alla pressione mediatica provaccini dilagata negli ultimi mesi sulla scia delle dichiarazioni OMS circa il calo di copertura nel nostro paese e sulla scia di alcuni casi di cronaca ad esito infausto. Ebbene, che i media amino creare "sensazionalismo" cavalcando talora anche in modo poco appropriato la cronaca, questo è vero. Concordo con Serravalle. Ma che ciò sia sufficiente per dire che i vaccini sono poco utili e che i media sbagliano ad esortare la popolazione a vaccinare... c'è un enorme, irrazionale ed oscuro abisso.

In questa pagina intendo però affrontare solo la discussione inerente dati e numeri citati da Serravalle in quel testo, concentrandomi su ciò che è oggettivabile e degno di essere proposto a chi chiede SCIENZA per i propri figli, piuttosto che opinioni. Le opinioni pseudo-complottiste con cui si apre il testo del collega Serravalle, inerenti il solito mostruoso "Demone BigPharma" che sembrerebbe da anni vendere prodotti totalmente privi di utilità arricchendosi a danno della salute umana, le lascio a Serravalle e ai suoi seguaci. Che continuino a "scandalizzarsi" del fatto che l'industria farmaceutica tragga profitto vendendo farmaci. E che continuino credere che essa sia solo per questo da bollare come "totalmente inaffidabile e pericolosa". E dunque sfido anche chiunque di voi lettori a dichiarare di non aver mai tratto beneficio in tutta la sua vita da questi abominevoli prodotti fabbricati dalle case farmaceutiche chiamati farmaci... c'è forse qualcuno che non ha mai giovato dell'uso di un farmaco in vita sua?

Ho comunque già ampiamente esposto la mia opinione in tema di interessi economici delle case farmaceutiche al Punto 8 di una mia precedente lettera rivolta ai medici antivaccinisti... e non voglio quindi dilungarmi ulteriormente in questa sede.

Passiamo pertanto ai dati citati da Serravalle, così da intavolare una discussione più interessante!

L'articolo del collega dice una serie di cose vere, ma con gran maestria esse vengono mescolate e ben amalgamate ad inesattezze e omissioni generando così caotiche distorsioni del reale. Il solito piatto "bello alla vista ma insipido al gusto" che gli antivax amano spesso servirci. 

Ma entriamo adesso nel merito.

Per la POLIO: è vero che essa (per fortuna!) non è attualmente in aumento come afferma Serravalle... le coperture vaccinali sono state infatti ancora elevate negli ultimi anni. Considerando poi che ad oggi la polio è confinata grazie ai vaccini solo in pochi stati del mondo, prima che essa cominci a ricircolare in forma endemica ce ne vuole. Dalle tabelle che linka Serravalle infatti si evince chiaramente come essa persista solo in alcuni paesi.

Se guardiamo però i dati italiani degli anni '60-'80 (epoca in cui le condizioni igieniche erano già sufficientemente buone), la polio rappresentava purtroppo ancora un dramma! Vorrei dunque chiedere al dottor Serravalle: Lei che attribuisce la scomparsa di alcune malattie al miglioramento delle condizioni igieniche e non ai vaccini, potrebbe spiegarci il motivo per cui agli inizi degli anni '60 ancora si viaggiava sui 3000 casi/anno di polio e dall'introduzione del vaccino nel 1966 ad oggi si è giunti a meno di 10 casi l'anno?

Ai link che seguono è possibile trovare quanto da me appena affermato in termini di dati, fonti e documentazioni:

http://www.faropediatrico.com/articolo/cio-che-gli-antivaccinisti-non-mostrano-mortalita-infantile-anni-60-80

http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/pdf/Vaccinazioni_Cnesps.pdf

Ed ancora sulla polio: prima di spaventare il lettore citando nel Suo articolo i casi di "paralisi indotta dal virus vaccinico" non crede, gentile dottor Serravalle, che sia opportuno spiegare che tale rischio si presenta solo col vaccino antipolio di Sabin (virus vivo attenuato) e NON col vaccino di Salk (virus inattivato) tuttora in uso in nei paesi non più endemici come l'Italia?

Per la DIFTERITE: è vero che ci sono tuttora casi sporadici in vari paesi dove le coperture vaccinali sono molto elevate. E che sia stupido da parte dei media montare un castello su ognuno di tali casi pure è vero. Concordo con Serravalle. La protezione anticorpale infatti decresce dopo 10-20 anni dal ciclo vaccinale primario... se non ci si sottopone a periodici richiami, gli adulti di una popolazione risulteranno non protetti e sporadici casi possono sempre accadere! Limiti del vaccino! La domanda è dunque: serve davvero sottoporci ad un vaccino che poi da grandi non servirà più? Certo che si! La difterite, è stata da sempre una malattia prevalente nell'infanzia dove trova strada più facile di diffusione in quanto i bambini vivono una vita di più intenso "contatto fisico" rispetto agli adulti (oltre che andare a scuola tutti i giorni!). Dunque nonostante da adulti, in assenza di richiami, cali la protezione anticorpale, l'idea di proteggerci nei primi 10-20 anni di vita non è poi cosi male... non trovate?

Al link che segue potete vedere coi vostri occhi come i casi di difterite fossero ancora molti fino a inizio anni '50 anni, e come i casi cominciarono a crollare (grafico a pagina 4 del seguente documento ISS che segue) quando, terminata la seconda guerra mondiale, essa divenne praticabile a tutti i bambini:

http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/pdf/Vaccinazioni_Cnesps.pdf

Ma nel 1980 i casi annuali erano ancora ben 34. Nonostante il vaccino e nonostante le condizioni igieniche ormai buone dopo il  "boom economico" italiano. Ed ecco che accade la svolta: nel 1981 diviene obbligatorio fare le 3 dosi di antidifterica nel primo anno raggiungendo cosi la massima performance di efficacia col vaccino (protezione del 99%!) rispetto alla singola dose fatta in precedenza... ehhhhh... patapafff... negli anni successivi praticamente la difterite diventa solo un brutto ricordo come potete vedere a questo link dell'OMS:

http://apps.who.int/immunization_monitoring/globalsummary/incidences?c=ITA

Per la PERTOSSE: è vero che ce ne sono diversi casi nonostante il vaccino. Anche per la pertosse (come per difterite e tetano) la durata dell'immunità non è perenne a differenza di altri vaccini e quindi, se non vengono praticati da tutti i richiami ogni 10 anni, il batterio continua a circolare. Ma quando circola in età bambino-adolescente-adulto la pertosse è molto meno grave rispetto a quando se la becca un neonato-lattante. Nei primi mesi di vita infatti (prima del vaccino!) è sempre consigliabile ridurre al minimo il contatto di un bimbo con troppe altre persone che possono veicolare tale germe in forma paucisintomatica! Poi giunti a 2 mesi per fortuna comincia il calendario vaccinale ed una quota di lattanti risulta protetto. Dopo la seconda e terza dose una quaota ancor maggiore risulterà protetta! Ecco perchè vale la pena vaccinare già dai due mesi! Di modo che nessun bimbo o adulto possa contagiare il lattantino e metterlo a rischio!

Poi ancora sull pertosse: dice l'articolo di Serravalle che la pertosse è in aumento anzichè in diminuzione? Ma davvero? I dati OMS riportati al link che segue sembrano dire l'esatto opposto:

http://apps.who.int/immunization_monitoring/globalsummary/incidences?c=ITA

Per il MORBILLO: esso non è mai scomparso in Italia ma come si evince osservando il link poc'anzi riportato, esso è molto diminuito negli ultimi 30 anni grazie al vaccino. Stando a quanto afferma Serravalle, dal 2013 ad oggi ci sarebbero stati 4.124 coasi di morbillo in Italia senza alcun caso complicato con encefalite? Ma credo che il collega Serravalle abbia forse dimenticato la bimba di due anni purtroppo deceduta per encefalite quest anno a Roma. Sarebbe quindi corretto affermare che dal 2013 la frequenza di encefalite da morbillo è stata di 1:4124 casi (4 volte migliore rispetto all' 1:1.000 atteso! e ne sono felice! ma immensamente peggiore rispetto alla frequenza >1:1.000.000 legata invece al vaccino!).

Poi parla di 7 decessi da vaccino per INFLUENZA nel 2013... ma dice forse che erano tutti ultraottantenni? dice che uno di questi aveva sintomi riferibili a un infarto (che non dipende certo dal vaccino)? e aggiunge forse che il numero di morti annuale dovuto all'influenza si aggira tra i 7.000 e i 10.000 in pazienti a rischio? Ecco i dati Istat di quanto sto affermando:

http://www.istat.it/it/archivio/140871

E poi ancora FANGO SULLA SICUREZZA DEI VACCINI.

I vaccini sono i farmaci che registrano il più basso numero di effetti collaterali rispetto a tutti gli altri farmaci che spesso e volentieri non esitiamo ad assumere. Se però, come oggi fanno in molti, si decide arbitrariamente che ogni malattia su questo pianeta (dall'autismo al diabete, dalla sclerosi multipla a tante altre) dipenda dal vaccino pur senza uno straccio di prova... allora ecco che è facile affermare che i vaccini sono farmaci pericolosi... senza badare al fatto che il vero pericolo è slanciarsi in simili ardite affermazioni senza avere la minima prova.

Non esistono studi sugli effetti cumulativi a lungo termine dei vaccini? Ma voi lo sapete che non esistono tali studi neanche per gli antibiotici? Quando un farmaco dà estrema prova di efficacia e sicurezza nell'ambito di studi osservazionali, fare un trial in doppio cieco può divenire obsoleto oltre che anti-etico. Chi di voi farebbe partecipare un bimbo affetto da polmonite lobare complicata ad uno studio dove si faccia un gruppo A sottoposto a terapia antibiotica ed un gruppo B deprivato di trattamento antibiotico per valutare il rapporto risch/benefici del trattamento antibiotico? con quale coraggio mettereste a rischio la vita dei bambini arruolati nel gruppo B privando loro di tale trattamento? Quando il beneficio di un intervento terapeutico è palesemente efficace, ulteriori studi per confermare il dato possono equivalere a "giocare" con la salute delle persone. E allora perchè proporre tali ulteriori studi con vaccini quando i dati storici ed epidemiologici (che Serravalle stesso ha citato nei vari link! interpretandoli però in modo del tutto personale...) parlano di ottima efficacia e sicurezza? Il fatto che alcune persone sarebbero disposte a seguire i medici antivax in studi del genere rende forse il tutto più etico? Assolutamente no. L'etica è qualcosa di oggettivo... non varia al variare dell'opinione delle persone. E fare ciò non è etico. Benchè omeopati ed antivax riescano a convincere qualcuno a cimentarsi in simili esperimenti.

E per concludere... la MENINGITE: su questo tema ho già fatto un'attenta analisi dei dati esposti dal dottor Serravalle. Date uno sguardo al link che segue. Non potete immaginare quanto sia facile stordire coi numeri un genitore e indurlo a pensare l'esatto contrario di ciò che tali numeri testimoniano. Provare per credere...

http://www.faropediatrico.com/articolo/assis-e-meningite-in-toscana-intervista-a-serravalle-piena-di-errori-numerici

Sono certo che nessuno tra gli "antivax incalliti" che mi hanno letto avrà cambiato idea, essendo le ideologie spesso molto più forti persino delle evidenze... ma per quei genitori che non ne fanno una questione ideologica e sono aperti al ragionamento, spero di essere stato d'aiuto...

Raffaele Troiano

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