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La dacriocistite congenita del neonato: come si riconosce il "canaletto ostruito"?

cos'è la dacriocistite, quali sono i sintomi e come si cura

Scritto da Redazione il
La dacriocistite congenita del neonato: come si riconosce il "canaletto ostruito"?

In questo articolo descriveremo in parole semplici la dacriocistite congenita, patologia non infrequente nel neonato e comunemente definita “cronica o da canaletto ostruito”.

Che cosa si intende per dacriocistite congenita?

La dacriocistite congenita è una infiammazione della ghiandola lacrimale che si manifesta alla nascita (o poco dopo) ed è caratterizzata da secrezione oculare (spesso purulenta e abbondante) senza particolare gonfiore (edema) palpebrale ed assenza di segni di arrossamento dell’occhio (iperemia congiuntivale).

A cosa è dovuta la dacriocistite? Che si intende per canaletto ostruito?

La dacriocistite è causata da un difettoso funzionamento del “sistema di drenaggio” delle lacrime che ha il compito di raccogliere le secrezioni oculari  ed eliminarle all’interno del naso. Tale sistema di drenaggio inizia dai “puntini lacrimali” (piccolissimi orifizi presenti sulle palpebre), passa per il “sacco lacrimale” (che si trova proprio al di sotto dell’angolo interno dell’occhio, tra occhio e naso) e termina nel naso attraverso il “canaletto o dotto naso-lacrimale”. Avete mai notato di avere l’esigenza di soffiare il naso nei momenti di pianto disperato? Questo avviene in virtù della maggiore quantità di lacrime che, attraverso questo sistema appena illustrato, termina all’interno delle cavità nasali aumentandone il contenuto.

Nella dacriocistite congenita le lacrime non trovano il modo per passare attraverso il dotto naso-lacrimale ostruito con conseguente accumulo di secrezioni oculari (anche abbondanti) in uno o entrambi gli occhi senza possibilità di gocciolio dal nasino.

Normalmente il “canaletto” naso-lacrimale è chiuso da una sottile membrana che si apre nei primi giorni/mesi di vita (motivo per cui tutti i neonati nei primi giorni hanno secrezioni oculari più abbondanti da rimuovere semplicemente con garzine sterili e soluzione fisiologica più volte al giorno). In alcuni piccoli, tale apertura non si verifica o si verifica in modo incompleto con conseguente dacriocistite.

Quali sono i sintomi della dacriocistite?

Il piccolo si sveglia con l’occhio chiuso “incollato” per le secrezioni e la mamma ha difficoltà ad aprirlo. E’presente rigurgito di materiale mucopurulento alla pressione del sacco lacrimale (che come abbiamo detto si trova immediatamente al di sotto dell’angolo interno dell’occhio, tra occhio e naso):  quando si comprime questa zona vi può essere fuoriuscita di mucopus dalle palpebre. Talvolta può coesistere un gonfiore proprio della regione appena descritta del sacco lacrimale.

Generalmente il quadro clinico peggiora quando il bambino è raffreddato in virtù della ulteriore riduzione del passaggio delle secrezioni oculari all’interno del nasino ostruito.

Qual è il trattamento? Come e quando si interviene?

Il trattamento prevede il massaggio del sacco lacrimale per ridurre il ristagno (immediatamente al di sotto dell’angolo interno dell’occhio, tra occhio e naso) associato a terapia antibiotica e frequenti lavaggi oculari (con soluzione fisiologica e garze sterili, Iridium garze).

Nel 90% dei casi tale approccio si rivela risolutivo già dopo pochi mesi di vita.

Se si evidenzia un peggioramento o anche un non miglioramento del quadro clinico, è possibile eseguire il lavaggio delle vie lacrimali con una soluzione antibiotica e effettuare il sondaggio del dotto naso-lacrimale con uno specillo chirurgico (una sorta di piccolo ago) al fine di rimuovere l’ostruzione, con una breve anestesia generale generalmente intorno ai 4-5 mesi di età.

La dacriocistite congenita è una patologia grave?

La dacriocistite non è una condizione grave, ma è importante sapere che se non trattata in modo accurato e tempestivo, l’ostruzione iniziale da lieve può diventare completa, con conseguente infezione cronica,  necessità di terapia più aggressive e trattamenti chirurgici più complessi.

In ogni caso è importante il parere del pediatra o dello specialista oftalmologo nei casi più caratterizzati da mancata risoluzione o peggioramento dei sintomi.

Spesso, infatti, la presenza di muco/pus può erroneamente far pensare ad una congiuntivite e conseguentemente iniziare un trattamento improprio.

Infine è bene ricordare che anche il dacriocistocele congenito, dovuto al liquido amniotico che rimane intrappolato all’interno del sacco lacrimale, può presentarsi con un quadro simile alla dacriocistite: gonfiore del diametro di circa 10-12 mm della regione del sacco lacrimale che appare bluastra in assenza secrezione muco purulenta.

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