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Gastroenterite nei bambini: quando allarmarsi?

Vomito, diarrea, disidratazione, cause e contagio

Scritto da Dott. Raffaele Troiano - Pediatra il

Vomito, diarrea, dolori addominali e talora anche febbre! Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di GASTROENTERITE, soprattutto se anche altre persone in famiglia o a scuola hanno avuto sintomi simili. La gastroenterite è un’infezione intestinale ed è senza dubbio una delle più frequenti cause di diarrea nei bambini. E’pur vero però che in alcuni casi questi stessi sintomi possono nascondere patologie ben più gravi che solo ad un attenta visita pediatrica o chirurgica possono essere  distinte.

Qual è la causa della gastroenterite?

La gastroenterite è una malattia molto comune nel bambino soprattutto al di sotto dei 5 anni di vita. Essa è dovuta a germi di varia natura ed è quindi una patologia contagiosa.

Nella maggior parte dei casi si tratta di virus (es: Rotavirus, Norovirus…), in una percentuale minore di casi batteri, funghi o parassiti. La presenza di vomito e sintomi respiratori (tosse, muchi…) suggerisce un’origine virale.

L’origine batterica o protozoaria della gastroenterite può essere suggerita dalla presenza di febbre superiore a 40°C e/o sangue e muchi nelle feci: Campylobacter, Salmonelle, Escherichia coli, Shigelle, Cryptosporidium, Ameba, Giardia sono tra gli agenti non-virali più frequentemente in causa.

Come si contrae? come evitarla?

Sono 3 le modalità principali con cui tali agenti infettivi possono penetrare nell’organismo:

ATTRAVERSO L'AMBIENTE

I germi che causano la diarrea sono molto concentrati nelle feci del bimbo e, soprattutto i virus, facilmente si disseminano nell’ambiente circostante (magari su giocattoli, superfici, asciugamani o altri oggetti) venuti in contatto col bambino imbrattato di cacca, con pannolini sporchi o magari con le mani del genitore che ha premurosamente accudito e pulito il proprio piccolo ma che poi non si è lavato accuratamente le mani. Le microparticelle virali presenti nell’ambiente possono entrare in contatto facilmente con la bocca di qualche altro bambino (magari a scuola!) ed ecco che l’infezione gira!

Utili consigli per evitare il contagio ambientale:

- Lavarsi accuratamente le mani

- Evitare la condivisione di giocattoli, asciugamani o altri fomiti

- Pulire le superfici su cui gioca il bambino con acqua e sapone (una soluzione di alcol denaturato al 70% inattiva alcune particelle virali come ad esempio il Rotavirus)

 

ATTRAVERSO IL RESPIRO

Molti dei germi coinvolti (soprattutto i virus, che tra l’altro sono i più diffusi e responsabili di epidemie) passano da un bimbo all’altro anche per via respiratoria. Tali virus (es: adenovirus, rotavirus e vari altri) “volano” da un bimbo all’altro catapultati nelle microparticelle di “vapore” respiratorio  (dette particelle di Flugge) che noi tutti esaliamo nel parlare ma soprattutto quando tossiamo o starnutiamo. I virus della gastroenterite che penetrano per via respiratoria solitamente provocano anche un po’ di infiammazione delle vie respiratorie stesse: ed ecco che ci troveremo dinnanzi ad un bimbo che oltre ad avere sintomi intestinali presenterà magari anche tosse, muchi e raffreddore!

Utili consigli per evitare il contagio respiratorio:

- Evitare lo stretto contatto con bambini che hanno la gastroenterite

- Rispettare l’isolamento domiciliare (dalla scuola!) fino a che il pediatra ne dichiari la guarigione

 

ATTRAVERSO IL CIBO

Cibi avariati, mal conservati e malandati possono contenere al loro interno batteri o tossine batteriche (Stafilococchi, Escherichia Coli, Shigelle,Clostridi etc). Comuni veicoli possono essere: uova, creme pasticcere;  pollame, carne, pesce, latte e formaggi mal conservati; frutti di mare; insalate e verdure non ben lavate.

A tal proposito dunque l’unica misura di prevenzione che possiamo consigliare e di prestare attenzione alla provenienza, alle modalità di conservazione oltre che alle “sensazioni olfattive” emanate dai cibi che proponiamo ai nostri piccoli.

Come capire se un bimbo è disidratato?

I segnali di disidratazione che ognuno dovrebbe saper riconoscere sono:

- Segnali visivi: pelle secca, occhi alonati (cioè “scavati e anneriti”), lingua secca e impaniata (biancastra); labbra secche e screpolate;  poca pipì; pianto senza lacrime. Se la disidratazione è grave il bambino potrebbe essere meno reattivo e tendendo a rifiutare il cibo, dormire molto, abbattersi continuamente,

- Allungamento del tempo di riempimento capillare: in pratica bisogna schiacciare per pochi secondi con un dito la pelle o il letto ungueale del bambino fino a determinarne lo schiarimento; subito dopo bisogna lasciare di botto: se la pelle (o il letto ungueale si ricolora di rosso in meno di due secondi è tutto apposto; se ci mette più di 2-3 secondi a ricolorarsi di rosso allora c’è disidratazione

- Respiro rapido e superficiale

Quando devo portare mio figlio dal pediatra?

Anche se la maggior parte degli episodi di gastroenterite può essere gestita a casa dalla famiglia con il supporto ed il consiglio, anche telefonico, del pediatra, alcuni bambini con diarrea vanno necessariamente visitati.

Tutti i bambini che non riescono ad idratarsi in modo adeguato, sia perché rifiutano le soluzioni reidratanti, sia perché vomitano molto e non riescono a bere, sia perché hanno molte scariche di diarrea (più di 8 al giorno!) liquide ed abbondanti, vanno assolutamente visti da pediatra.

In particolare i lattanti di 2-3 mesi vanno sempre visitati perché hanno un elevato rischio di disidratarsi.

Anche i bambini molto abbattuti, poco reattivi o con forti dolori addominali devono essere portati a visita o direttamente in ospedale.

Stessa cosa per i bimbi che soffrono di patologie sottostanti come diabete, insufficienza renale, morbo di crohn, rettocolite ulcerosa, immunodeficit, malattie oncologiche.

Quanto dura la gastroenterite?

La gastroenterite è una malattia che nella maggior parte dei casi si risolve da sola nell’arco di 5-7 giorni.

Tuttavia i bambini con gastroenterite, specie i più piccini, possono perdere una notevoli quantità di liquidi rischiando la disidratazione che talora può prolungare il decorso dell’evento gastroenterico oltre i 7 giorni e richiedere l’ospedalizzazione.

Solo occasionalmente avviene che una diarrea iniziata come gastroenterite supera i 14 giorni di durata: in questi casi vuol dire che si è instaurata la cosiddetta diarrea post-enterica. In questi casi è necessario fare degli esami sotto la guida del proprio pediatra ed eventualmente iniziare diete speciali e/o terapie a base di antibiotici e resine intestinali. 

Quando bisogna eseguire esame delle feci e coprocoltura?

L’esame chimico–fisico delle feci e la coprocoltura NON vanno eseguiti in tutti i casi di gastroenterite ma possono essere utili al medico nelle seguenti situazioni:

  1. Durata eccessiva dei sintomi (oltre i 10-14 giorni in base al giudizio del pediatra)
  2. Sintomi particolarmente gravi: vomito protratto, diarrea eccessiva (più di 8 scariche al giorno completamente acquose), febbre elevata, diarrea con muchi e/o sangue
  3. Recente viaggio all’estero
  4. Patologie sottostanti come diabete, insufficienza renale, morbo di crohn, rettocolite ulcerosa, immunodeficit, malattie oncologiche.

Tali situazioni suggeriscono di eseguire esami su feci per fornire informazioni utili al medico circa la tipologia di diarrea (osmotica, secretiva o infiammatoria) e il patogeno coinvolto con la relativa necessità di un antibiotico (o un antivirale come nel caso della colite da Citomegalovirus). La copro coltura potrebbe darmi come esito “assenza di crescita batterica” oppure mostrare la presenza di germi come quelli che seguono: Salmonelle non tifoidee,  Campylobacter,Escherichia coli shiga-like, Clostridium difficile;  nei soggetti che hanno di recente viaggiato all’estero in paesi endemici potrebbe anche essere riscontrato: Shigella,Vibrione del colera, Escherichia coli enteroemorragico o altri tipi.

Quando è necessario dare antibiotici nella gastroenterite?

Nella stragrande maggioranza dei casi di gastroenterite NON è necessario somministrare alcun antibiotico in quanto l’evento gastroenterico si risolve spontaneamente attuando una buona terapia reidratante ed avvalendosi all’occorrenza di farmaci contro il vomito o contro la diarrea come spiegato nell’altro nostro articolo su quest argomento Gastroenterite nei bambini: come affrontarla?

L’antibiotico si rende necessario, a giudizio del pediatra, quando la coprocoltura rivela la presenza di particolari germi come quelli sopra indicati. Solo in particolari situazioni, in cui la sintomatologia e l’epidemiologia locale, depongono per un’infezione batterica il pediatra potrebbe scegliere di iniziare con una terapia antibiotica in attesa dei risultati della copro coltura (2-3 giorni).

L’antibiotico di prima scelta nella maggior parte dei germi sopra indicati è:

ZITROMAX SCIROPPO 200mg/5ml
la dose da dare è di 2,5 ml ogni 10 Kg di peso corporeo per 1 volta al giorno per 3 o 5 giorni in base a quanto consigliato dal pediatra (pertanto: 2,5 ml se pesa 10 Kg – 5 ml se pesa 20 Kg – 7,5 ml se pesa 30 Kg – 10 ml se pesa 40 Kg – 12,5 ml oppure 1 compressa da 500 mg dai 50 Kg in su)

Altro presidio talora utilizzato dai pediatri nella gastroenterite di origine non-virale è:

FLAGYL COMPRESSE 250 mg:

la dose è di 7-10 mg ogni 8 ore per ogni Kg di peso corporeo; purtroppo in Italia lo sciroppo non è commercializzato; pertanto se il pediatra stabilisce tale terapia bisognerà somministrare 1 compressa da 250 mg ogni 8 ore ogni 25-30 Kg di peso corporeo frantumandola in acqua e facendola bere al piccolo (esempi: se pesa 15 Kg mezza compressa – se pesa 40 Kg 1 cpr e mezza ogni 8 ore)

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Fonti
European Society for Pediatric Gastroenterology, Hepatology, and Nutrition/European Society for Pediatric Infectious Diseases Evidence-Based Guidelines for the Management of Acute Gastroenteritis in Children in Europe: Update 2014
 
http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/nii_Domperidone_Art_31.pdf

Gastroenterite nei bambini: come affrontarla?

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