Cortisone in aerosol: la terapia più abusata in pediatria!

Clenil, Prontinal, Aircort, Forbest in aerosol per bambini... quando serve davvero?

Scritto da Dott. Raffaele Troiano - Pediatra il

Ogni inverno fiumi e fiumi di cortisone inondano le vie aeree di milioni di bambini italiani in maniera spesso del tutto inutile e inappropriata: tosse da raffreddore, faringiti o altre banali affezioni dovute a semplice raffreddamento delle alte vie respiratorie guarirebbero infatti spontaneamente entro alcuni giorni pur senza fare l'aerosol!

Eppure quante volte siamo tornati a casa con la prescrizione di Clenil e fisiolgica in aerosol? E quante altre volte invece l'abbiamo iniziato di nostra sponte in attesa della visita del pediatra? Ed ecco che, secondo alcune casistiche (vedi bibliografia), il cortisone in aerosol risulterebbe addirittura al secondo posto tra i farmaci più prescritti in pediatria nel nostro paese!

(Al primo posto, giusto per curiosità, c'è l'antibiotico amoxicillina... e a tal proposito Leggi anche- Febbre: perchè attendere 3 giorni prima di iniziare l'antibiotico?).

 

Ma serve davvero tutto questo cortisone in aerosol ai bambini?

 

La tentazione di ricorrere a cortisonici in aerosol (ma anche broncodilatatori e/o mucolitici) sembra essere ancora troppo forte e radicata in molte famiglie e pediatri dei nostri giorni. E alla base di ciò sembrano esserci ragioni "storiche"  più che scientifiche: per oltre 30 anni infatti l'aerosol (in particolare il cortisone, la famosa "mezza fiala di Clenil" per intenderci!) è stato il cavallo di battaglia della gestione domiciliare delle più svariate affezioni respiratorie, finanche le più banali!

Pur in assenza di prove scientifiche, infatti, il razionale di tale trentennale atteggiamento terapeutico, poneva le basi nei possibili benefici derivanti dalla ben nota azione antinfiammatoria dei cortisonici.

In realtà, negli ultimi 15 anni, più di uno studio è andato a verificare se tale supposta azione benefica del cortisone in aerosol fosse qualcosa di concreto e misurabile o meno.

Ed i risultati sono stati del tutto inaspettati: il cortisone in aerosol non cura in alcun modo i sintomi da raffreddamento delle alte vie aeree nè la tosse ad esso legata!

Gruppi di bambini trattati con aerosol e cortisone presentavano infatti intensità e durata dei sintomi (tosse, muchi etc) del tutto sovrapponibile a gruppi di ambini trattati con sola soluzione fisiologica in aerosol.

Che vuol dire tutto ciò? Vuol dire che la maggior parte degli aerosol prescritti negli ultimi 30 anni sembrerebbero esser stati una perdita di tempo!

Ciononostante Clenil, Prontinal, Aircort (etc) continuano ad oggi ad essere tra i farmaci più prescritti nel nostro paese per le comuni sindromi da raffreddamento della alte vie respiratorie. Ma perchè?

Le ragioni di tale fenomeno sono da ricercare in:

  • inerzia da parte dei pediatri a perdere vecchie abitudini trentennali
  • ansia genitoriale ed enorme pressione da parte di molte famiglie nel voler somministrare a tutti i costi "qualcosa" al bambino (ed in diversi contesti... "possibilmente qualcosa di prescrivibile dottore per favore!"... e guarda caso il cortisone in aerosol è tra i farmaci prescrivibili in pediatria) 

Sono dunque numerosissimi i casi di banale affezione delle alte vie respiratorie dove, una volta appurata dal pediatra l'assenza di complicazioni che necessitino di terapia inalatoria (come broncostenosi, laringospasmo etc), si potrebbe semplicemente "far nulla" ed attendere l'evoluzione naturale del processo somministrando tutt'al più farmaci sintomatici (paracetamolo, sedativi della tosse...etc).

Ebbene, concedetemi ora una domanda un po' provocatoria: quanti genitori sono realmente disposti ad attendere un'ora e più nello studio del pediatra e tornare a casa con un foglio vuoto? "Ma non ti ha prescritto niente per questa tosse il pediatra!?" chiederà di certo qualche nonno/zio/cugino/amico/vicino con tono di voce ai confini tra lo stupore e lo scandalo. Quanti genitori accettano di buon grado la rassicurazione del pediatra a limitarsi ad osservare il bimbo tossire (a volte anche per 1 settimana e più!), senza far nulla ed attendendo semplicemente che il "malanno di stagione" passi da solo? Quanti genitori riescono ad evitare di scadere in nervosismi, ansie e paranoie, che riducendo la capacità di gestire la situazione, finiranno talora col provocare la migrazione del piccolo da un pediatra all'altro (e talora anche con passaggio in ospedale!) alla ricerca di qualcuno che prescriva qualcosa per questa tosse?

Morale della storia... in merito alla terapia aerosolica i  bambini italiani sono abnormemente ed ingiustificatamente "ipermedicalizzati" rispetto ai loro coetanei europei.

Colpevoli di tutto ciò sono di certo i pediatri più restii all'attuale cambiamento di vedute... ma colpevoli di tutto ciò sono senza dubbio anche diversi genitori che, fidandosi talora poco dei pediatri che si limitano a rassicurare senza prescrivere nulla, continuano a girare e chieder pareri ad altri medici (vuoi un pediatra privato, vuoi in guardia medica, vuoi in pronto soccorso) finchè non trovino chi prescriva loro "qualcosa"... che cosa? Qualsiasi cosa... perchè l'idea che la stragrande maggioranza delle malattie dei bambini vanno via da sole e che il pediatra dopvrebbe solo limitarsi a vigilare senza intervenire, è un'idea molto poco ben accetta nella frenetica vita moderna perennemente alla ricerca del "rimedio rapido" per ogni cosa.

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Fonti

 2009 Apr-Jun;22(2):303-10. Aerosol antibiotic therapy in children with chronic upper airway infections: a potential alternative to surgery. Macchi A1, Castelnuovo P.

http://www.medicoebambino.com/lib/LG_SIP_asma%20acuto.pdf

http://sip.it/dalla-letteratura/asma-persistente-quale-lopzione-terapeutica-migliore

 2005 Sep;10(4):520-4.Inhaled corticosteroid for persistent cough following upper respiratory tract infection. Pornsuriyasak P1, Charoenpan PVongvivat KThakkinstian A.

http://www.epicentro.iss.it/territorio/pdf/ER_prescrizioni-pediatriche.pdf

http://www.queestapasandoen.com/uploads/videos_files/GINA_Slides_2014.pdf

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