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Bronchiolite o semplice raffreddore?

Bronchiolite, neonati e bambini: quando il raffreddore nasconde altro...

Scritto da Dott. Raffaele Troiano - Pediatra il

Quando un neonato o un piccolo lattante è raffreddato bisogna tenere gli occhi bene aperti. Nonostante nella maggior parte dei casi, specie nei neonati, la presenza di muchi nasali e starnutazione rappresenti un fenomeno quasi “normale” per età, in diversi altri casi ciò che inizia come un semplice raffreddore può nella fascia di età 0-12 mesi evolvere in una malattia dei piccoli bronchi nel giro di poche ore, che rende talora necessario un ricovero ospedaliero. Stiamo parlando della bronchiolite.

Cos’è la bronchiolite?

La bronchiolite è un’infezione virale che coinvolge la parte finale dei bronchi (i cosiddetti bronchioli terminali) provocandone l’infiammazione e la congestione con conseguente ostruzione al passaggio d’aria, ragion per cui il piccolo deve iniziare a respirare più velocemente per incamerare quanta più aria possibile.

Nei bambini che soffrono anche di broncospasmo a tutto ciò si aggiunge un ulteriore fattore aggravante: questi bambini infatti possono, in corso di bronchiolite, esprimere la loro broncoreattività con la conseguente chiusura anche dei bronchi più grandi (oltre che dei bronchioli terminali). Il tutto finisce col peggiorare il quadro di ostruzione aumentando la fatica respiratoria che il piccolo è costretto a compiere.

Come avviene il contagio?

La bronchiolite è una malattia che colpisce bambini di età inferiore a 2 anni anche se la maggior parte dei casi si verificano nel primo anno di vita.

Il contagio dipende dal passaggio di virus da una persona all’altra similmente a quanto avviene per un banale raffreddore.

Il virus respiratorio sinciziale (VRS), coinvolto nell’80% dei casi, rappresenta la principale causa ma possono essere implicati altri virus tra cui i virus influenzali, parainfluenzali, adenovirus e metapneumovirus. Tali virus nella maggior parte dei bambini più grandi e degli adulti non danno altro che un banale raffreddore o sintomi influenzali; questi stessi virus possono, nel neonato e nel lattante, essere capaci di scatenare una bronchiolite! Ed è questa la ragione per cui si raccomanda di fare molta attenzione ai più piccini quando qualcuno è raffreddato!

Il periodo dell’anno di massima diffusione è quello invernale (da Novembre a Marzo).

Quali sono i sintomi della bronchiolite?

La bronchiolite si presenta nei primi giorni semplicemente coi sintomi prodromici di un banale raffreddore (naso chiuso, scolo di muchi, starnutazione… vedi raffreddore nei bambini: contagio, sintomi, durata).

Il passaggio alle più importanti difficoltà respiratorie proprie della bronchiolite avviene spesso nel giro di pochissime ore. Ed ecco che il piccolo inizia ad avere un respiro affannoso, rapido (tachipnea!), rumoroso, e possono comparire rientramenti della gabbia toracica a livello intercostale, sottocostale ed a livello del giugulo (cioè anteriormente alla base del collo!); in alcuni casi nelle fasi di maggior impegno respiratorio compare anche un movimento di “alitamento” delle narici (cioè le narici appaiono gonfiarsi e sgonfiarsi, come se “boccheggiassero” per prendere aria).

L’evoluzione dei sintomi può essere davvero rapida e inaspettata (avviene anche nel giro di sole 2-3 ore!) per cui è possibile che il vostro piccolo sia visitato da un primo pediatra che vi parla di semplice raffreddore mentre di lì a poche ore, magari in ospedale, un secondo pediatra pone la diagnosi di bronchiolite. Ed ecco che subito fioccano le maledizioni al primo pediatra che “non si era accorto di nulla”! In realtà non sempre è colpa del medico che ha visitato il bambino! Come spiegavo è la malattia stessa ad essere rapidamente evolutiva ed è possibile che al momento della prima visita il vostro bimbo non avesse ancora nessun segno suggestivo di bronchiolite!

Per fare diagnosi di bronchiolite è necessaria la radiografia?

Assolutamente no. Per fare diagnosi di bronchiolite è sufficiente un’accurata visita pediatrica magari completata da misurazione della saturazione di ossigeno al ditino. Tenendo conto dell’età del piccolo, della stagionalità dei virus, del riscontro di segni di fatica respiratoria e di rumori toracici suggestivi di bronchiolite (sibili respiratori, ma talora anche piccoli rantoli crepitanti che mimano una polmonite), è possibile porre diagnosi di bronchiolite e prescrivere una terapia adeguata.

La radiografia può rendersi utile quando il quadro è particolarmente severo o non vi sono segnali di miglioramento oppure c’è un fondato sospetto di complicazioni respiratorie (ad esempio una polmonite a focolaio!) che rendono necessario iniziare ulteriori terapie.

Per risolvere la bronchiolite è sempre necessario il ricovero in ospedale?

Assolutamente no. Sarà il vostro pediatra di fiducia a stabilire se il piccolo necessita di ricovero ospedaliero o se può avvalersi di una gestione domiciliare.

Quando allarmarsi?

Il ricovero ospedaliero sarà necessario soprattutto per quei bambini che presentano un'importante difficoltà respiratoria con segni di insufficienza e per quei bambini che hanno difficoltà ad alimentarsi a causa dell’affanno e dell’abbattimento.

In genere le indicazioni assolute al ricovero in ospedale sono:

-      Incapacità del piccolo a bere e alimentarsi

-      Sonnolenza e abbattimento importanti

-      Crisi di apnea (mancanza di respiro)

-      Cianosi (colorito bluastro di cute e mucose)

-      Frequenza respiratoria superiore a 70 respiri al minuto

Il ricovero ospedaliero andrebbe considerato anche in bambini con:

-      Cardiopatie congenite

-      Malattie polmonari croniche

-      Immunodeficienze

-      Sindrome di Down

-      Storia di grave prematurità alla nascita

In genere le misure terapeutiche che si prendono in considerazione in ambiente ospedaliero per un bimbo con bronchiolite sono:

  • ossigenoterapia
  • infusione di liquidi ed elettroliti in vena
  • aerosol con adrenalina, se opportuno

Come comportarsi per gestire a casa un lattante con bronchiolite?

I cardini della gestione domiciliare del lattante con bronchiolite sono:

  • assicurarsi che il piccolo si alimenti e si idrati per bocca normalmente
  • sotto la guida del proprio curante considerare aerosolterapia con broncodilatatori (che non sempre sono efficaci, ma vale la pena tentare soprattutto se il piccolo soffre anche di broncospasmo)

Per curare la bronchiolite serve l’antibiotico?

Assolutamente no. La prescrizione di un’adeguata antibioticoterapia si renderà però utile in caso di complicanze (ad esempio se alla bronchiolite si sovrappone un focolaio di polmonite).

Quali sono i possibili problemi futuri di un bambino con bronchiolite?

Fortunatamente la maggior parte dei casi di bronchiolite guarisce completamente senza alcun esito a distanza. Molti di questi bambini potrebbero però avere maggiore tendenza al broncospasmo (cioè asma) in corso di infezioni respiratorie. Diversi studi descrivono infatti l’esistenza di associazione tra storia di bronchiolite e broncoreattività dei primi anni di vita: in pratica sembrerebbe che i bambini che sviluppano bronchiolite hanno anche una maggiore predisposizione ad andare in broncospasmo di fronte a molteplici fattori di stimolo infettivi.

Inoltre, diversi casi di bronchiolite esitano in una sintomatologia respiratoria caratterizzata da tosse e sibili che persiste nelle settimane successive l’episodio per poi andare gradualmente incontro a miglioramento.

Rari sono i casi in cui la bronchiolite non si risolve ed evolve in una malattia polmonare progressiva chiamata bronchiolite obliterante che compromette piccoli e grandi bronchi con formazione di bronchi ectasie (cioè dlatazioni bronchiali patlogiche). Queste forme polmonari ingravescenti si osservano più spesso dopo bronchioliti da adenovirus.

Come prevenire la bronchiolite?

Ecco una pratica lista di consigli per prevenire la bronchiolite nel vostro piccolo bimbo:

  • Allattatelo al seno: è un importante fattore protettivo!
  • Evitate il fumo passivo: faciliterebbe l’infezione
  • Evitate la condivisione di giocattoli con altri bambini, specie se questi ultimi sono raffreddati!
  • Lavatevi le mani prima di toccare il bambino!

In quali bambini è utile usare Synagis® per prevenire la bronchiolite?

Sinagys® è costituito da anticorpi monoclonali diretti contro il principale virus che causa la bronchiolite: il VRS (virus respiratorio sinciziale).

Esso viene utilizzato per prevenire la bronchiolite e le gravi conseguenze che potrebbero scaturire dall’infezione da VRS in particolari categorie di bambini a rischio:

  • bambini nati prematuri: più precisamente ogni bambino nato con età gestazionale inferiore a 35 settimane e che abbia meno di 6 mesi di vita all’inizio della stagione epidemica del VRS (novembre-marzo)
  • bambini di età inferiore a 2 anni affetti da cardiopatie congenite emodinamicamente significative
  • bambini di età inferiore a 2 anni che hanno dovuto ricevere cure per displasia broncopolmonare negli ultimi 6 mesi
  • bambini affetti da immunodeficienze: si è visto che possono trarne vantaggio anche se non ci sono raccomandazioni specifiche

Il Synagis® viene iniettato in muscolo (sulla coscia) ad un dosaggio di 15 mg per ogni chilo di peso corporeo per una volta al mese per 5 mesi al fine di ottenere una protezione dal VRS per tutta la durata della stagione epidemica (novembre-marzo)!

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