Bentelan per calmare la tosse nei bambini: quando usarlo?

Quando ha senso e quando no? Qual è la dose? Va sempre scalato?

Scritto da Dott. Raffaele Troiano - Pediatra il

Il Bentelan (betametasone) è il farmaco cortisonico probabilmente tra i più abusati in pediatria.

"Dottore aveva una tosse talmente forte che ho dovuto iniziargli il Bentelan". Quante volte questa frase è stata pronunciata nello studio del pediatra? E quante volte il pediatra ha esclamato: "Signora, ha fatto bene a darglielo, ne aveva bisogno"... ma quante altre volte invece ha ammonito dicendo: "Signora, sospenda subito il Bentelan perchè non ne ha assolutamente bisogno!" Perchè tale divergenza? Perchè in alcuni casi il Bentelan è utile a placare la tosse mentre in altri casi invece no? Come orientarsi per evitare abusi di tale farmaco? In quest'editoriale cercherò di far un po' di chiarezza.

Bentelan per la tosse: quando si e quando no

Come già spiegato in un mio articolo sulla tosse e le sue cause è chiaro che non essendo la tosse una malattia ma piuttosto un sintomo, alla base di essa possono esserci numerose condizioni diverse tra loro, più o meno gravi. Non tutte queste condizioni rispondono bene al Bentelan o altri cortisonici.

Infatti:

  • Se la tosse dipende da broncospasmo (alias "bronchite asmatica")  o laringospasmo e se concomitano evidenti difficoltà respiratorie, che siano o meno esse su base allergica, vi è possibilità di beneficio dopo somministrazione di Bentelan. Di certo bisogna tener conto che in tali situazioni la prima scelta ricade su farmaci inalatori: brocnodilatatori in caso di broncospasmo (es: Ventolin, Breva,  Broncovaleas); cortisonici in aerosol (es: Clenil, Aircort, Pulmaxan...) o addirittura adrenalina in aerosol (uso ospedaliero!) in caso di laringospasmo severo. Ma è pur certo che l'utilizzo di Bentelan coadiuvi i citati farmaci inalatori migliorandone la risposta.
  • Se invece la tosse dipende da grovigli di muco piuttosto che spasmo delle vie aeree (banali esempi: raffreddore, tracheite, laringotracheite, bronchite, broncopolmonite...) non sarà di certo il Bentelan a calmarla! In questi casi infatti l'attacco di tosse nasce dalla necessità che ha il bimbo di "smuovere" ed espellere i grovigli di muco e secrezioni che si sono accumulati nelle sedi dell'apparato respiratorio coinvolte. Usare quindi un farmaco come il Bentelan che miri a "broncodilatare" non serve a molto, a meno che non concomiti anche broncospasmo o laringospasmo (fenomeno non raro, ma che solo il pediatra potrà focalizzare attraverso un'attenta visita).

Non stupiamoci dunque se un bimbo completamente intasato di muchi non smetta per nulla di tossire dopo la "pseudo-miracolosa" compressina di Bentelan inappropriatamente somministrata. Il raffreddore non passa infatti col cortisone, a meno che non si tratti di una forma allergica o, come detto più su, concomitino chiare difficoltà respiratorie ("dispnea" o... popolarmente parlando: "affanno").

Ma attenzione: il respiro "un po' pesante" provocato dal raffreddore non equivale a dispnea. I segni di difficoltà respiratoria sono ben altri ed in genere abbastanza ben evidenti al pedatra: affossamenti sottocostali, intercostali e al giugulo, alitamento delle pinne nasali, respiro frequente (>60 atti/minuto nei primi 2 mesi; >50 atti/minuto da 2 a 12 mesi; >40 atti/minuto da 1 anno a 5 anni; >30 atti/minuto da 5 anni alla pubertà; >20 atti/minuto adolescente e adulto). In casi simili, qualora esista indicazione, il vostro pediatra potrebbe decidere di integrare Bentelan (o altri farmaci a base di cortisone) nella terapia del piccolo.

Dosaggio nei bambini

Dosare il Bentelan è molto semplice:

  • dose minima è 1 mg ogni 10 Kg di peso in tutta la giornata 
  • dose massima è 2 mg ogni 10 Kg di peso in tutta la giornata

Oltre alle compresse da 0,5 e 1 mg esistono le fiale iniettabili da 1,5 mg - 4 mg - 8 mg

Per fare alcuni esempi, in dose minima

- se pesa 5 Kg: mezza cpr da 0,5 per 2 volte al giorno (ogni 12 ore)

- se pesa 7-8 Kg: mezza cpr da 0,5 per 3 volte al giorno (ogni 8 ore)

- se pesa 10 Kg: 1 cpr da 0,5 per 2 volte al giorno (ogni 12 ore)

- se pesa 15 Kg: 1 cpr da 0,5 per 3 volte al giorno (ogni 8 ore) 

- se pesa 20 Kg: 1 cpr da 1 mg per 2 volte al giorno (ogni 12 ore)

In alternativa al Bentelan, utile soprattutto nei più piccini, abbiamo...

Soldesam gocce (desametasone):

  • dose minima: 4 gocce ogni 2,5 Kg di peso in tutta la giornata
  • dose massima: 8 gocce ogni 2,5 Kg di peso in tutta la giornata

Esistono anche la fiale da 4 mg - 8 mg

Effetti collaterali

Tra gli effetti collaterali più comuni nei bambini anche per terapie di breve durata:

  • Nervosismo e disturbi comportamentali
  • Iperattività psicomotoria
  • Vertigini
  • Insonnia
  • Aggressività
  • Pallore e occhi alonati
  • Aumento dell'appetito

Gli altri numerosi effetti collaterali del cortisone possono manifestarsi invece per terapie prolungate o eccessivamente frequenti:

  • Alterazioni idro-elettrolitiche (soprattutto ipokaliemia) 
  • Ipertensione arteriosa
  • Demineralizzazione ossea
  • Osteonecrosi asettica, in particolare alla testa del femore
  • Miopatie
  • Gastrite, ulcera gastrica, sanguinamenti gastrointestinali
  • Ritardi nei processi di cicatrizzazione
  • Assottigliamento e fragilità della cute
  • Ritardo di crescita (nei trattamenti prolungati, la razione di proteine deve essere adeguatamente aumentata)
  • Obesità cushingoide
  • Intolleranza glicidica e diabete (specie in presenza di predisposizione)
  • Glaucoma, cataratta posteriore subcapsulare

E' sempre necessario scalare il cortisone e perchè?

No, non è sempre necessario scalarlo.

Si pone infatti necessità di decalage graduale in caso di:

  • Terapie prolungata (oltre le 3 settimane)
  • Dosi elevate
  • Cicli ripetuti 

In questi casi infatti la terapia cortisonica potrebbe aver provocato una soppressione della naturale produzione corporea di cortisone da parte delle ghiandole surrenali. Se sospendiamo di getto la terapia, prima che la produzione di cortisone da parte delle ghiandole surrenali vada di nuovo a regime, il paziente potrebbe ritrovarsi per alcuni giorni in carenza di cortisone ed avere un fastidioso corteo di sintomi caratterizzati da inappetenza, nausea, vomito, stanchezza, dolori ossei e muscolari, cefalea, calo ponderale, depressione, letargia (sindrome da sospensione); nei casi più gravi ed in corso di stress (febbre o altro) questa sintomatologia può evolvere anche fino all'ipotensione e shock.

Non si pone invece necessità di decalage:

  • Per terapie brevi (durata 3-5 giorni)
  • A dosi standard
  • Occasionali

In questi casi infatti il rischio di sindrome da sospensione è pressochè inesistente e quindi è possibile sospendere di colpo la terapia senza problemi.

Tuttavia in alcuni casi il pediatra potrebbe optare per una sospensione graduale anche dopo brevi cicli al fine di perseguire un lento divezzamento terapeutico in relazione all'intensità dei sintomi. Semplificando con un esempio: se un bimbo ha un forte broncospasmo responsivo al Bentelan, il pediatra potrebbe decidere di scalare lentamente la terapia per verificare la possibile ricomparsa di broncospasmo al ridursi della terapia prima di decidere di sospenderla definitivamente.

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